Oltre 60 artisti contemporanei donano le loro opere a favore del progetto del Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente (CIPMO): “MEDITERRANEO LO SPECCHIO DELL’ALTRO”

ASTA D’ARTE CONTEMPORANEA

a cura di Arturo Schwarz e Ermanno Tedeschi

Martedì 16 Maggio 2017 Ore 18.00

UniCredit Pavilion, piazza Gae Aulenti 10, Milano

Oltre 60 artisti contemporanei donano le loro opere a favore del progetto del Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente (CIPMO): “MEDITERRANEO LO SPECCHIO DELL’ALTRO”

Grazie all’ospitalità di UniCredit Pavilion, il 16 Maggio alle Ore 18.00, a Milano, saranno battute all’asta da Filippo Lotti, Amministratore Delegato di Sotheby’s Italia, le opere di artisti di diversa nazionalità, religione e cultura, per affermare il valore dell’arte quale ambasciatrice di pace in grado di favorire il dialogo e la comprensione tra le due rive del Mediterraneo. Il progetto del CIPMO “Mediterraneo. Lo Specchio dell’altro” è centrato sul ruolo delle Diaspore Med-Africane nell’accoglienza e inclusione di rifugiati e immigrati e la possibile promozione di progetti di co-sviluppo con i Paesi d’origine.

“Si stima che le Comunità italiane di origine straniera siano composte da sei milioni di persone, e tra loro un milione sia costituito da cittadini italiani a pieno titolo. 

Queste Comunità diasporiche possono svolgere un ruolo essenziale in qualità di ambasciatori sociali, culturali ed anche economici, al fine di combattere il radicalismo tramite l’interazione economica, l’integrazione educativa, il dialogo interreligioso, lo scambio culturale e la cooperazione. Di queste Comunità fanno parte anche cittadini di seconda e terza generazione, oramai parte integrante della nostra società e dunque pienamente inseriti nel processo produttivo e nel settore dei servizi, costituendone un elemento essenziale e vitale”, afferma il Presidente del Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente (CIPMO), Janiki Cingoli.

Il progetto “Mediterraneo. Lo Specchio dell’altro” punta ad una vera e propria rivoluzione copernicana nell’affrontare il problema dei rifugiati e degli immigrati, facendo perno sulle Comunità di origine straniera per combattere i processi di radicalizzazione e promuovere l’inclusione di rifugiati e immigranti ed anche progetti di Co-Sviluppo con i paesi di origine, in stretta collaborazione con le Autorità nazionali e locali e le organizzazioni del volontariato.

Si punta in particolare sui giovani. Attraverso un Network di Istituti scolastici superiori, studenti milanesi si interfacciano con studenti del Sud Mediterraneo (israeliani, palestinesi, tunisini, marocchini, turchi), imparando a conoscere l’Altro e attraverso di esso a comprendere meglio se stessi.

“La creazione di un’opera d’arte è il frutto di fantasia e creatività, di una capacità di leggere il presente guardando al futuro, di rigore e professionalità profonde e maturate nel tempo. Vi è molto di simile con un’esperienza come quella del CIPMO, che è quella di creare canali di comunicazione e di comprensione dell’Altro, approfondendo i processi che sono in corso, senza veli, senza paraocchi, analizzando la realtà e ricercando le vie talora anche nascoste per cambiarla, quella realtà, per costruire un futuro diverso, più rispettoso dell’umanità. Spero che questa Asta, che sono stato felice di promuovere e curare insieme all’amico Ermanno Tedeschi, sia in grado di sostenere questo progetto, mettendolo in condizione di assicurare un aiuto concreto per affrontare questo ineludibile problema dei nostri giorni”, dichiara Arturo Schwarz, curatore dell’Asta 

Il Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente (CIPMO) da 28 anni promuove il dialogo in Medio Oriente e la cooperazione euro-mediterranea, offrendo le sue competenze a istituzioni, enti governativi ed imprese per aiutarli a conoscere più a fondo le radici delle nuove problematiche che legano le sponde Sud e Nord del Mediterraneo L’asta di quest’anno si svolge in una fase di grande sviluppo e rinnovamento del Centro, con la recente nomina a Direttore di Valeria Giannotta, docente universitaria proveniente da una lunga esperienza accademica in Turchia, e l’avvio di nuovi e costruttivi progetti. La disponibilità di una grande casa d’asta come Sotheby’s, l’ospitalità offerta da UniCredit Pavilion, l’autorevolezza di Arturo Schwarz e di Ermanno Tedeschi, la generosità di tanti artisti e collezionisti e galleristi, hanno reso possibile questa asta.

“La speranza, afferma ancora Janiki Cingoli, è il dono che i nostri amici artisti ancora una volta ci offrono, e che offrono a tutti gli amici che insieme a loro vorranno sostenere i nostri progetti partecipando attivamente e generosamente al nostro appuntamento”.

Ufficio Stampa CIPMO comunicazione@cipmo.org – mob.333.12.05.486

Per partecipare all’evento è necessario registrarsi al seguente link   https://goo.gl/ciIcnh

Per informazioni e offerte pre asta: E-mail asta@cipmo.org, Tel +39 02 866 147

INFORMAZIONI:

ASTA D’ARTE CONTEMPORANEA a cura di Arturo Schwarz e Ermanno Tedeschi

martedì 16 maggio 2017 ore 18.00

UniCredit Pavilion, piazza Gae Aulenti 10, Milano –

Invito  https://goo.gl/eew7VI

Intervengono:

Interviene Enrico Mentana – Direttore del TG La7

Introducono Arturo Schwarz e Ermanno Tedeschi – Curatori dell’Asta

Batte l’asta Filippo Lotti – Amministratore Delegato di Sotheby’s Italia

Presiede Janiki Cingoli – Presidente CIPMO

Esposizione delle opere:

lunedì 15 maggio ore 15.00 – 19.00

martedì 16 maggio ore 10.00 – 19.00, orario continuato

Opere di prestigiosi artisti italiani e internazionali: Valerio ADAMI, Vittorio AMADIO, Maryam BAKHTIARI, Roberto BARNI, Gabriella BENEDINI, Gianni BERENGO GARDIN, Jean BLANCHAERT, Paul BOMPARD, Jessica CARROLL, Bruno CONTE, Enrico Tommaso DE PARIS, Lucio DEL PEZZO, Enrico DELLA TORRE, Alessandro DI VICINO GAUDIO, Lello ESPOSITO, Ennio FINZI, Angelo FRATTINI, Ruggero GABBAI, Omar GALLIANI, Moshe GORDON, Ezio GRIBAUDO, Riccardo GUSMAROLI, Ali HASSOUN, Sam HAVADTOY, Maurice HENRY, Pina INFERRERA, Emilio ISGRÒ, Andrea JACCHIA, Michel KICHKA, Corrado LEVI, Stefano LEVI DELLA TORRE, Margherita LEVO ROSENBERG, LIUBA, Renzo MARGONARI, Livio MARZOT, Maria MULAS, Barbara NAHMAD, Mario NALLI, Barbara NEJROTTI, Ugo NESPOLO, Romano NOTARI, Izumi OKI, Ciro PALUMBO, Luca Maria PATELLA, Guido PERUZ, Cristiano PETRUCCI, Luca PIGNATELLI, Tiziana PRIORI, Salvatore PROVINO, Tobia RAVÀ, Omar RONDA, SALVO, Dado SCHAPIRA, Daniel SCHINASI, Eugenia SERAFINI, Pietro SPICA, Fausta Augusta SQUATRITI, Mauro STACCIOLI, Max TOMASINELLI, Ester VIAPIANO, Marilena VITA, Caterina VOLTOLINI.

Per i dettagli delle opere:

catalogo digitale  https://goo.gl/fu4j7z

galleria fotografica  https://goo.gl/VdN6Nw

EVGENIJ ALEKSANDROVIČ EVTUŠENKO TRA CONFORMISMO E RIBELLIONE

evtushenko-298x300Evgenij Aleksandrovič Evtušenko non è solo poeta. Il poeta nella Russia sovietica è un vate, cantore del presente e del futuro, protagonista del proprio tempo a tutto campo. Poesia innanzi tutto, ma anche sport per quanto possibile, teatro, cinema, fotografia, promozione culturale e infine insegnamento. Tutto inframezzato da uno stile di vita improntato a cogliere ogni opportunità, sapendo scegliere bene tempo e ritmo delle proprie azioni, ma sempre con dignità e con pieno senso di sé e del ruolo rappresentato. Evtusenko non è un balagančik un saltimbanco, ma un uomo vero, talvolta aspro e provocatore, ma sempre fedele a se stesso. E comunque dotato di grande capacità comunicativa e di simpatia.

Il giovane siberiano, nato nel 1933 a Zima, nei pressi del lago Bajkal da un ingegnere impegnato nella costruzione della ferrovia Transiberiana e da una cantante, vive i primi anni a contatto con l’ambiente difficile della cittadina sperduta nella foresta. Zima, che in russo vuol dire inverno, omen nomen quanto mai appropriato, imprime nel ragazzo i tratti di ribellismo e di irrequietezza che caratterizzeranno tutta la sua vita. Il giovane irrompe sulla scena letteraria sovietica negli anni Cinquanta e prosegue da protagonista, con alti e bassi, compreso momenti di oscuramento, fino al termine della vita, avvenuta il 1 aprile 2017 a Tulsa, nell’Oklahoma, lontanissimo dalla sua Zima e dalla Russia. Dopo il quarto matrimonio con una americana, era andato ad insegnare letteratura russa all’Università di Tulsa. Nel 1966 a Roma tenne una čtenie, una lettura dei suoi testi poetici, al Teatro Eliseo, qualche giorno dopo il concerto dei Beatles. Pare che il poeta abbia esordito, pressappoco, con queste parole: «In questo teatro hanno cantato quattro ragazzi inglesi dai capelli lunghi e dal cervello corto». Frase che, se fosse vera, non risponderebbe alla personalità del poeta, poliedrico e vulcanico, curioso di tutto e capace di molti mestieri, come dimostra la sua esistenza. E’ stato molte volte in Italia, dove aveva numerosi amici. Ha ottenuto molti premi letterari che lo hanno portato in tantissime località della penisola. Amava il calcio e non disdegnava apparizioni televisive per commentare partite in diretta, come quella da Torino nella trasmissione Quelli che il calcio…

220px-EvtushenkoFigura molto controversa della vita culturale sovietica e poi quasi dimenticato nell’era post-comunista, egli lascia un segno importante del proprio tempo, intanto come prosecutore della poesia civile al cui principale protagonista Vladimir Majakovskij s’ispirava, ma anche come osservatore del costume. Non bisogna dimenticare, a riprova della sua vasta popolarità ma anche dell’atteggiamento controverso nei confronti del regime sovietico, la collaborazione con il grande musicista Dmitrij Šostakovič. Il poema Babyj Jar fu inserito dal compositore nella sua 13° Sinfonia, che porta il nome della località nei pressi di Kiev dove sono stati sterminati migliaia di ebrei, eseguita nella Sala Grande del Conservatorio Čajkovskij della capitale sovietica il 18 dicembre 1962 con enorme successo dall’Orchestra Filarmonica di Mosca, sotto la direzione di Kiril Kondrašin. Nel 1964 il musicista chiese al poeta di scrivere i versi per la cantata dedicata al capo della rivolta contadina nel XVII, dal titolo L’esecuzione di Stepan Razin op. 119; anche quel vasto affresco della Russia cosacca ottenne un enorme successo, sempre sotto la bacchetta di Kiril Kondrašin alla testa dell’Orchestra Filarmonica di Mosca. Qualcuno volle vedere nella scelta dei soggetti la critica alle autorità sovietiche di entrambi gli autori. Nikita Chruščev era stato destituito da poco e iniziava la soffocante epoca brezneviana che avrebbe portato venticinque anni dopo alla crollo del potere sovietico. Evtušenko e Šostakovič furono oggetto di numerose critiche. Ma mentre il musicista ottenne il sostegno di molti artisti e intellettuali sovietici del tempo, il poeta è stato trascurato, quasi accusato dall’intelligencija progressista di mistificazione e di conformismo.

Evgenij Evtušenko ha scritto anche alcuni testi in prosa, come Jagodnye mesta (Il posto delle bacche) del 1981, Ardabiola (1983) e Ne umiraj prežde smerti (Non morire prima di morire) del 1983, oltre a testi teatrali e al film Detskij sad (Il giardino d’infanzia) del 1984. La fotografia è stato un campo di attività che lo ha attratto fin da giovane, dedicandosi con impegno quasi professionale, fino a progettare e tenere vere e proprie mostre in patria e all’estero, specie negli Stati Uniti, che hanno ottenuto un buon successo di pubblico e di critica.

In Italia, le opere di Evtušenko sono tradotte principalmente da Evelina Pascucci, sincera amica del poeta. Ma con la sua opera si sono cimentati i maggiori studiosi, con esiti diversi.

Si è spento senza clamore, quasi a volere offuscare il relativo scalpore che hanno suscitato alcuni atteggiamenti della sua esistenza. Bisognerà tornare principalmente sulla sua opera poetica per coglierne la forza creativa ed evocatrice nella convinta necessità di rompere schemi consolidati dalla tradizione e dal conformismo. Chi lo ha conosciuto, anche se fugacemente come chi scrive, ha il dovere di parlare di questa figura così importante nella storia della letteratura russa del secondo Novecento.

Agostino Bagnato

Roma, 2 aprile 2017