LA REPUBBLICA NASCE CON LA GIOVINEZZA di Agostino Bagnato

Settant’anni fa l’Italia, sfiancata dalla guerra con le distruzioni  e la fame che si era portata dietro e poi dal sanguinoso conflitto civile al centro-nord, esattamente il 2 giugno 1946 fu chiamata a scegliere l’ordinamento statuale e il sistema costituzionale. Quella data rimane memorabile nella storia del Paese perché con il referendum istituzionale, gli Italiani dovevano scegliere tra monarchia e repubblica e con il voto per l’Assemblea costituente davano mandato per scrivere la Costituzione che avrebbe dovuto sostituire lo Statuto albertino del 1848, indipendentemente dalla scelta referendaria.

Come è stata vissuta dalla popolazione è storia nota e documentata. La stampa dell’epoca e numerosi cinegiornali fanno rivivere il clima di tensione e di scontro ideale tra le forze politiche e sociali. L’esito è stato netto, nonostante qualche incertezza iniziale: vittoria della Repubblica ed elezione dell’Assemblea costituente che avrebbe dato entro l’anno successivo la nuova Costituzione, «la più bella del mondo» come è stata definita recentemente.
Le donne esercitarono per la prima volta nella storia il diritto di voto e l’emozione fu enorme in ogni angolo d’Italia per quel fondamentale diritto civile conquistato. Anche in quella occasione emersero figure formidabili di dirigenti politici, a cominciare da Palmiro Togliatti, Umberto Terracini, Alcide De Gasperi, Umberto Tupini, Pietro Nenni, Riccardo Lombardi, Luigi Einaudi, Cesare Merzagora, Nilde Iotti, Tina Anselmi, Lidia Ravera, Lina Merlin, Rita Montagnana cui si affiancarono uomini di cultura e giuristi di grande livello come Benedetto Croce, Giuseppe De Nicola, Piero Calamandrei.

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